Diritti delle donne, continua l’emergenza nel Sud del mondo

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Non capisco perché non si ribellano una volta per tutte!

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 15, 2015. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 24 commenti

24 thoughts on “Diritti delle donne, continua l’emergenza nel Sud del mondo

  1. Credo, da non esperta, che il problema sia che hanno una mentalità medievale con mezzi moderni. Insomma, non hanno potuto evolversi da soli. Le donne sono deboli fisicamente rispetto agli uomini e sono state convinte fin dalla nascita, di essere inferiori. Solo coloro che vengono qui e vedono un’altra realtà hanno la forza di ribellarsi. Poi ripeto, non sono esperta, quindi le mie sono solo teorie.

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  2. Io sono una donna vecchia e ricordo la storia delle donne che ci sono state anche in Europa, prima di me.
    Perché una donna possa ribellarsi, ora come allora, bisogna che sia istruita e indipendente e che abbia leggi dello stato che la proteggano.
    Luca, credi davvero che “possano – che abbiano il potere” di ribellarsi in quei paesi? Da noi in Italia, ci sono donne, italiane, che si sono ribellate a maschi ottusi, incivili, possessivi, dementi, e vengono uccise, tutti i sacrosanti giorni e da uomini italiani che dovrebbero essere civili, maturi, non dei bruti rincretiniti da una cultura arretrata a peggio del medioevo.
    Quando un uomo si crede un “maschio” soltanto, e vede la donna solo come una “femmina” da possedere, da dominare, beh, c’è poco da fare.
    Nel 1968 avevo vent’anni giusti, lo dico da allora che non era la donna che doveva essere emancipata, ma l’uomo, che doveva capire quale era il suo vero ruolo, cioè che uomo e donna sono complementari, devono andare avanti insieme, collaborando, a parità in tutto, per cercare di vivere meglio tutti e due, insieme.
    Ciò detto, fin da quando ero una bambina ho sempre pensato che a me un uomo avrebbe messo le mani addosso, senza la mia volontà, solo per una volta, prendendomi di sorpresa, poi sarebbe finito in galera o all’ospedale. Non mi è mai successo. Per fortuna non sono nata in quei paesi citati dall’articolo, sarei cresciuta e stata educata esattamente come le altre donne di quei luoghi, senza scampo e forse senza nemmeno accorgermi che ci fosse un mondo diverso, sperando solo di incontrare un “uomo”, invece che un “maschio”.

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  3. Condivido il commento precedente,ma aggiungo che l’occidente ha raggiunto il riconoscimento della dignità della persona , della donna e dei bambini grazie alla cultura cristiana europea .Voglio dire che il cristianesimo è l’unica religione “dinamica” che nei secoli ha consentito di aprire varchi d novità e cambiamento e di conoscenza della realtà. Le altre religioni sono rigide e non consentono espansioni della cultura. Ciao

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  4. Il merito non va alla cultura cristiana europea, che se era per quella stavamo ancora a bruciare le streghe sui pali. Il merito, in Europa e di conseguenza in Occidente, un merito fino ad un certo punto visto che una certa mentalità e’ rimasta tale e quale, e questo purtroppo grazie anche alle donne, il merito dicevo e’ di un periodo storico che da altre parti non hanno avuto, che si chiama ILLUMINISMO, che ha permesso il concetto della Laicità delle leggi e degli stati, e che ha costretto la religione cristiana, ormai messa alle strette da una voglia di rinnovamento sociale imperante, di rivedere i suoi dettami e portarli piu’ verso una riscoperta dei diritti, appurando che, toh, perfino la donna d’ora in poi avrebbe avuto un’anima 🙂 😉

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  5. Difficile ribellarsi quando si corre il rischio di essere esclusi dalla comunità sociale. Difficile, se non impossibile, poichè ciò determinerebbe la perdità del senso di appartenenza. Cosa importantissima soprattutto in società ancora arcaiche nell’attribuzione di ruoli e nell’espletamento di doveri. Spesso, le donne in queste società hanno un compito che le rende vittime e carnefici: da un lato custodi delle tradizioni, dall’altro vittime delle stesse tradizioni. Ma essere messe fuori dal consorzio umano, sarebbe la cosa peggiore. Vorrebbe dire essere emarginate, la povertà assoluta e l’abbandono all’arbitrio di tutti coloro che vorrebbero approfittare della condizione di isolamento e fragilità della donna. Ecco perchè molte donne non hanno la forza e nemmeno la volontà di ribellarsi. Come già detto da qualcuna: solo l’educazione e l’autonomia economica, permette alle donne di ribellarsi, sottraendosi alle prevaricazioni e sfruttamenti…
    Un caro saluto…..

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  6. Purtroppo non è un discorso semplice almeno in quei paesi dove è cultura radicata trattare la donna con prevaricazione . Non credo che le cose possano cambiare a breve. E la povertà gioca in tutto questo un ruolo primario. Come donna posso solo sperare che le cose prendano un’altra strada , ma ripeto non sarà la nostra generazione a riconoscere alle donne quella dignità che spetta loro di diritto. Lungo è il percorso. Un abbraccio caro Luca e dolce notte. Isabella

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