Le meditazioni di Edward Hopper

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 13, 2017. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti

7 thoughts on “Le meditazioni di Edward Hopper

  1. Ombre e penombre, il motivo principale. Tra la lampada in alto al cento della stanza che illumina la tavola dei convenuti. Presumibilmente la donna a sinistra, magra e più anziana rispetto della donna al centro sempre a sinistra, è l’unica ad avere oltre che il piatto davanti anche un bicchiere trasparente di acqua o forse di vino bianco. La donna di sinistra è seduta ma non poggia i piedi sul pavimento. Ha le mani di un colore diverso dagli avambracci, persino il polso della mano sinistra presenta un’anomalia:forse è un gioco di luce o semmai indice una patologia. La donna seduta al centro, il tavolo è rettangolare, ha i piedi uno sull’altro e dei tre soggetti è l’unica a tenere lo sguardo basso: tra le mani una forchetta e un coltello, forse sta tagliando della carne che frappone un a certa resistenza. E’ una donna giovane e piacente: ha i lineamenti proporzionati e delicati. Calza delle scarpe che possiamo dire alla bambolina. E porta la scriminatura dei capelli alla destra della testa. Dietro di lei una porta metà aperta e anche lì ci sono bagliori di luce calda. Pare regni un clima di serenità abitudinaria. L’uomo con la barba folta che ha in testa un cappellino munito di una piccola visiera, sicché la luce della lampada in alto fa risaltare tutto il suo viso, compresa la fronte, sempre a sinistra della donna giovane, mentre quasi con le mani vicinissime che impugnano coltello e forchetta come se battesse i tasti di una minuscola macchina da scrivere, ha lo sguardo dritto come se stesse guardando la donna più anziana dall’altra parte estrema della tavola. L’uomo sulla sua sinistra, ha davanti a sé, poco distante dal piatto, una tazza con piattino, presumibilmente piena di tè. L’unica ad non avere né un bicchiere né una tazza è la giovane donna. Sulla tavola non ci sono bottiglie di vino o d’acqua né lo straccio di una tovaglia pulita, sporca, unta o macchiata. La signora sulla sinistra potrebbe essere la madre della giovane donna e dell’uomo di fronte a lei. L’uomo potrebbe essere il fratello della giovane o forse il marito, e, il figlio della signora anziana. Le cui braccia sottili e banche, risaltano da sotto un vestito rosso pompeiano dalle maniche corte. Regna un ovattato silenzio. O una tempesta tenuta a bada dai cani tenuti al guinzaglio dal padrone.Tutti e tre i personaggi viaggiano stando seduti a tavolo coi personali carichi di scorie.

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  2. La capacità di raccontare una storia e un vissuto con un immagine apparentemente calda dove si sente sotteso il dramma. Il tutto fissato in un attimo rubato di intimità familiare.
    Ma non credo che te voglia una critica o un’analisi dell’opera, credo tu voglia solo mostrarci qualcosa che ti ha colpito e ti è piaciuta per condividerla. Grazie

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  3. Ho apprezzato molto l’analisi dell’immagine fatta da transit. Soprattutto la frase ultima “Tutti e tre i personaggi viaggiano stando seduti a tavolo coi personali carichi di (scorie???) storie” mi ha fatto pensare che spesso in alcune famiglie non si comunica ma ognuno” viaggia” con i suoi pensieri.

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  4. Lucetta, grazie per l’apprezzamento. Il termine scorie l’ho messa in coscienza e di mia volontà. La pagina finale spesso andrebbe scritta molta prima, sembra un paradosso, ma in realtà prima si finisce col il dolore e la sofferenza di certi rapporti, maggiori sono le possibilità di sognare la vita.

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